
" Ma i giovani, meglio di loro, sanno bene che la gioventù è il tempo della noia e del disordine; non una sera, a vent'anni, che ci si addormenti senza questo furore ambiguo, che trae le sue origini dalla vertigine delle occasioni perdute. Siccome la coscienza della propria vita è ancora incerta e si fa assegnamento su avventure capaci di provarti che si vive, le serate finiscono sempre in modo poco allegro; e non si è nemmeno abbastanza
stanchi per conoscere la felicità d'inabissarsi nel
sonno: questo tipo di felicità arriva più tardi".
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